07/08/17

Lunga scadenza


NB: Il post ha come principale ragion d'esserse quella di consentirmi di pubblicare questo screenshot di riepilogo in una partita di Rocket League in cui figuro come MVP, nonché vengo etichettato come "Prodigio", nonchè vengo accreditato di ben 5 goal.

E' risaputo che il mio catalogo giochi sia assai incasinato. Il fatto è che non riesco proprio ad adeguarmi alla regola del "pochi giochi per volta", per cui si accumulano i giochi iniziati e mollati subito lì (Hitman), i giochi iniziati e mollati per demoralizzazione da obiettivo sfuggente (Darksiders) , i giochi quasi finiti ma mollati a poco dal traguardo per stanchezza (Alan Wake) e cosi via... e gli esempi citati li ho scelti solo tra i giochi più di recente iniziati, in generale potrei tirare fuori esempi a piene mani.
Tutto questo marasma non è voluto, diciamo così, mi piacerebbe davvero esssere più metodico e sistematico... ci proverò: a mia difesa posso dire che tutto nasce dalla mole dell'arretrato che grava sulle mie spalle! Con meno giochi a disposizione la tentazione di passare da uno all'altro facendo casino sarebbe meno forte e frequente! :-D

Detto ciò, è altrettanto vero che invece ci sono alcuni casi in cui l'accavallamento è voluto e desiderato. Sono i casi di quei giochi che io chiamo "a lunga scadenza".
In questo caso trovo controproducente l'approccio "lo inizio - lo spolpo - lo mollo", mentre tendo più a pensare a questi giochi come una routine, una abitudine costante o quasi, l'analogo videoludico del "pokerino tra amici del venerdi sera" o della "partita a calcetto tra colleghi del mercoledi": sono quindi giochi che rimangono come costante sullo sfondo, mentre nel frattempo altri giochi  vanno e vengono.
In linea di massima facilmente rientrano in questa categoria:
- le simulazioni sportive
- i giochi di guida
- i giochi di carte
- la parte multiplayer di alcuni "sparatutto"
- i giochi di impronta MMORPG

Caratteristiche ricorrenti? Senz'altro l'assenza di una "storia". Se c'è una trama da sviluppare, non va bene perchè da una storia è giusto farsi prendere, immergersi e godersela senza troppe interruzioni. E dico "storia" tra virgolette perchè la penso in questo modo ovunque ci sia una componente come posso dire... evolutiva del gioco: ad esempio Forza Horizon 3 è un gioco di guida ma non mi verrebbe da tenermelo lì due anni facendo una gara ogni tanto, perchè c'è comunque quel minimo di drammaturgia e di progresso che fa si che quando lo si lancia uno debba chiedersi "dunque... dove ero rimasto?". Ecco, un criterio di massima: i giochi che sollecitano questa domanda non vanno bene.

Queste considerazioni calzano a pennello per due giochi a cui mi sto dedicando in questo periodo: Gears of War 4 e, appunto, Rocket League.
Per me l'Orda di Gears rappresenta il perfetto equivalente della partitella a calcetto settimanale tra amici nel senso che, anche se certo continuo a giocarci spinto dal desiderio di completarne gli obiettivi, trovo sia/sarebbe simpatica questa consuetudine dell'orda del venerdì, mettendo per un momento in secondo piano l'urgenza di completarlo eppoi disinstallare. Mi pare anzi sia stato proprio il buon CliffyB nel rispondere a suo tempo alla valanga di insulti ricevuti per gli obiettivi esagerati del "Seriamente 3.0" a fare presente che lui li aveva concepiti per chi avesse continuato a dedicarsi al suo gioco per gli anni a venire, non certo per chi avesse avuto l'idea di comprarlo, completarlo e rivenderlo al gamestop nel giro di qualche settimana.
Per cui, sicuramente giusto approfittare dei vari eventi ad esperienza doppia e bonus vari, sicuramente accettabile farsi qualche speedrun per abbreviare un po' le cose, però mi piacerebbe continuare a giocarlo per i mesi a venire, senza ansie di completamento, divertendomi a giocarlo senza farlo diventare un lavoro da catena di montaggio.
Stesso discorso per Rocket League! In questo caso la mia posizione è un po' complicata dal fatto che un amico (grazie SoulStee) mi ha prestato il fantomatico "oggetto certificato" che non riuscivo a trovare, per cui ho il dovere sacrosanto di restituirglielo una volta smazzati i requisiti per l'obiettivo, senza far passare un paio di ere geologiche. Sto quindi cercando di trovare un compromesso tra questa esigenza e la considerazione che d'altra parte questo è il gioco perfetto, ideale, non-plus-ultra dei Giochi a Lunga Scadenza,  il gioco della "partitella ogni tanto", visto che una partita dura cinque minuti, le regole sono semplici e il gioco immediato (ah, ma quanto difficile da padroneggiare davvero!). 
In concreto? Beh, devo fare 200 tiri in porta. Escludendo prestazioni clamorose come quella qui immortalata, in media direi che ne faccio 1/2 a partita. Vogliamo fare 100 partite? Ecco, preferirei farne una al giorno per i prossimi 100 giorni, ancor meglio una ogni due giorni per i prossimi 200 giorni! Escludo di farne 50 al giorno per arrivare al traguardo nel giro di un weekend... cercherò però di trovare una ragionevole via di mezzo! ;-)





31/07/17

Kane & Lynch va a giocato a "difficile" (e vi spiego perché)


Kane & Lynch 2: Dog Days non è certo un capolavoro. Non lo era quando uscì anni fa, men che meno adesso che lo si può giocare anche sulla XboxOne grazie alla retrocompatibilità.
Come minimo è "invecchiato male", salta agli occhi (in negativo) la grafica, non proprio allo stato dell'arte già nel 2010, così come la gestione iper-pesantemente scriptata della dinamica degli scontri a fuoco.
Detto questo, è un gioco divertente, con una sua personalità e, giusto sottolinearlo, un multiplayer che si è sforzati di rendere originale e divertente, invece di limitarsi al solito deathmatch a squadre.

Questo post è per dare un consiglio di cuore a chi volesse giocarlo, visto che è stato regalato il mese scorso: fatevi la storia almeno a livello "Difficile". Io ho fatto una prima passata in co-op con Poia a "Facile" ed è stata un po'... insipida: i livelli sono stati macinati velocemente, la storia ci è scivolata addosso, tutti gli scontri a fuoco risolti in fretta con un approccio alla "prima sparo e poi faccio domande".

Siccome c'è un obbiettivo a riguardo , mi sono poi messo a rigiocare tutto a "Estremo".
E mi si è aperto davanti agli occhi un nuovo gioco.
A "Estremo" con un paio di pallottole andate giù, con tre siete morti. Di conseguenza bisogna stare ben bene riparati, pensarci tre volte prima di mettere fuori la testolina, nonché essere bravi a non metterci mezza giornata per mirare al nemico, perché si viene rapidamente fulminati. Queste dinamiche esaltano la resa del "mettersi al riparo", che è implementata in maniera convincente: lo schermo traballa, le schegge volano, la vista si appanna, le pallottole fischiano intorno e sopra alle orecchie... la concitazione dello scontro a fuoco, con la sensazione di sentirsi spesso investiti da un mare di piombo,  diventa palpabile e "reale", ogni colpo andato a segno rappresenta una soddisfazione e quando alla fine le armi tacciono, davvero ci sente come dei sopravvissuti.
A volte il tutto può sembrare punitivo, non lo nego. Capita di trovarsi all'improvviso per terra in un lago di sangue senza averci capito nulla... e certo viene da dire "maddaaaaai..!!!" e gettare il pad dalla finestra! Pur non avendo per mia fortuna un'esperienza diretta di una sparatoria, penso però che alla fine sia giusto così, che possa capitare di morire per un proiettile preso non si capisce bene da dove da chi o come.

Non voglio dire che tutto sia perfetto. Ad esempio l'intelligenza artificiale lascia alquanto a desiderare, vero che anche i nemici cercano riparo con ragionevole plausibilità, però poi per rispondere al fuoco spuntano fuori sempre dallo stesso punto a intervalli regolari, col risultato che sembra quasi di essere alle giostre e dover sparare al coniglietto che spunta nel cerchio..

Ma se non altro ad "Estremo" (ancor meglio anche a "Difficile", che forse è il compromesso migliore) avete uno scontro a fuoco da affrontare con la logica corretta, invece che andare in giro allo scoperto tranquillamente o quasi.
Si tratta di un dilemma "classico" degli spara-spara: conciliare la regola di buon senso per cui se ti sparano addosso e ti beccano sei morto, con l'esigenza di giocabilità di non rendere il gioco eccessivamente frustrante.
Kane&Lynch, a difficoltà elevate, riesce a trovare un giusto equilibrio, per cui secondo me è il modo in cui dà il meglio e a cui andrebbe giocato. Ci riesce senza imbracciare un totale realismo (ad esempio, c'è comunque la "autoguarigione" dai colpi non letali subiti), ma imponendo comunque la regola-base secondo cui se ti sparano addosso... NON PUOI farti beccare.
Decisivo per il funzionamento del meccanismo è il genere di nemici che si affrontano. Così come si impone un certo realismo nelle ferite che un giocatore può subire, analogamente e giustamente anche le forze contro cui si viene posti sono calibrate secondo realismo. Non ci sono "boss", gente coi superpoteri, alieni, Godzilla, solo normali miliziani/poliziotti/soldati con armi altrettanto normali.
Tanto per dire, trovo moltissime somiglianze tra questo gioco e un altro giocato tempo fa, Army of Two 40th day: coppia di mercenari violenti e politicamente scorretti, metropoli orientale, mafia e polizia corrotta; anche quel titolo sposa in linea di massima la linea del "realismo" dei nemici, però ogni tanto non resiste nel piazzarvi in faccia degli improbabili super-soldati armati di lanciafiamme e/o supermitraglione e/o lanciagranate (così come fa ad esempio anche Fuse... c'è questo bisogno pare insopprimibile del mini-boss).
Qui non c'è niente del genere, e per quanto mi riguarda è un elemento caratterizzante: possiamo senz'altro dividere gli spara-spara in due gruppi, quelli con nemici "alla Rambo" e quelli on nemici "ragionevoli" (altri esempi? tra quelli che ho giocato, il mio amatissimo MaxPayne 3, Mafia II e Sleeping Dogs) .
Ha un bel dire il recensore di mondoxbox che si dichiara deluso perché mancano le boss-fights e/o il finale risulta poco spettacolare. Certo, se to fai a facile e/o normale il gioco perde di senso, perché metti in campo una tua tolleranza non realistica ai colpi subiti contro nemici invece assai "realistici", armati magari di una pistola. Non c'è gusto. Ma prova invece a sfangarla armato di un fucile a pompa contro una intera squadra speciale che ti spalma a terra al primo o colpo, e vedi se la fuga finale non ti risulta memorabile!


28/07/17

Il famigerato aggiornamento Madden


Questa "stagione" non ho rotto le scatole più di tanto con Madden, di questo mi va dato atto! :-)
In parte è perché sto davvero provando a non dedicarci così tanto tempo e da un certo punto di vista il tempo dedicato alle bloggate non è diverso dal tempo di gioco.
Questo non vuol dire però che ci stia giocando poco, e/o che stia dedicando poco tempo alle strategie di mercato e alle compravendita di giocatori... anzi!
La squadra oramai è "fatta", ed è giusto così visto che Madden18 oramai bussa alle porte. Però ovvio, non finisce mai la caccia al nuovo acquisto sulla strada - utopistica - verso la "Squadra Perfetta"!

Quest'anno devo dire le cose sono un po' più facili (e quindi forse meno gratificanti..?) del solito, perché per tenere el pueblo incollato al gioco il più possibile,  EA sta elargendo con interessata generosità fior di giocatori, ricorrendo al furbo meccanismo di metterli "NAT", cioè non trasferibili via asta o scambio: per cui ecco che se ancora a Luglio te ne stai lì buono a farti tutte le tue sfide quotidiane della serie "Milestone", più o meno dopo un mese ti puoi aggiudicare un giocatore "Ultimate Ticket" dal livello 99 garantito e dalle statistiche paurose, stessa cosa se metodicamente ti spolpi tutte le sfide settimanali "Player Spotlight".  E ci sono altre occasioni ancora, magari più complicate, magari con una spruzzata di "pay to win", ma insomma... ci sono.
E badate che fino all'anno scorso questi giocatori "Ultimate Ticket" erano davvero una cosa "Ultimate", definitiva, una specie di mitologico unicorno accordato dalla sorte solo a un ristrettissimo gruppetto di mega-fortunati, che si trovavano una carta speciale in uno dei pochi o tanti pacchetti comprati o altrimenti guadagnati e potevano in sostanza "ordinare" ad EA una versione super-speciale di un certo giocatore, naturalmente dotata di abilità devastanti.
Insomma, fino all'anno scorso avrei detto che mai e poi mai sarei stato cosi fortunato da avere in squadra un Ultimate Ticket, e nemmeno così "ricco" da eventualmente comprarmelo all'asta... e invece come potete vedere dalla foto mi sono ritrovato addirittura con DUE giocatori/carte "Ultimate Ticket" assolutamente, fottutamente, identici.
Intendiamoci, grandissimo, immenso, fantastico giocatore Sanders!
Tanto per iniziare, non mi piace molto avere in squadra Glorie del passato, per quanto innegabilmente gloriose, preferisco avere giocatori attualmente in attività.
Ma.. 2!!!! :-O :-(
Non so bene quanti fossero i possibili giocatori a disposizione, ma giuro che il pensiero di ribeccare il giocatore già avuto in sorte la prima non mi aveva sfiorato il cervello mentre mi sudavo tutte le carte necessarie (30 carte Milestone Gold + 15 carte Milestone Elite) per partecipare una seconda volta! Speravo piuttosto di trovarne uno di cui avessi effettivamente necessità, magari non in un ruolo in cui già ho un giocatore da 99. Ma doppio, doppio, no checcazzo!
Com'è andata a finire? L'ho quick-sellato per 50.000... e ho iniziato a "lavorare" per una terza estrazione, ammesso e non concesso che continuino a uscire le sfide quotidiane! :-D

Al di là della mazzata sul morale, credo che il dato significativo sia più generale. Forse questa volta si è un po' esagerato. Il fatto che su un giocatore, sicuramente appassionato ma certamente non dedito a farming esagerato come il sottoscritto, possa "piovere" una pioggia di giocatori forti tale da avere addirittura degli Ultimate Ticket doppi... credo che si stia un po' svalutando il valore di queste carte di livello "top" e che sia un errore. Va benissimo ricompensare i giocatori assidui e fedeli, ma se alla fine i classici "cani e porci" possono andarsene in giro con una squadra con molti giocatori 99... beh allora ci si può domandare che senso abbia spendere tanto tempo e impegno nei mesi precedenti per arrivarci: basta iniziare a giocare a fine stagione ed attendere i "disperati" regali di EA, oramai disposta a tutto e senza più niente da perdere (o meglio, da guadagnare).
La materia è delicata, fossi in EA la maneggerei con molta cautela. Per quanto mi riguarda, nonostante sia moooooolto tentato di fare un pre-ordine per Madden18 per via soprattutto per Longshot, la nuova modalità carriera "cinematografica"... penso che anche a questo giro aspetterò il puntuale ingresso del gioco nel EA Access il prossimo Gennaio, e mi godrò il progressivo arrivo di promozioni/regali nei mesi seguenti.





24/07/17

Salta che rinasci


Questo post nasce con la funzione di crearmi un "segnalibro" , in modo che questa sera (e domani, e la sera dopo, e quella dopo ancora... finché non riuscirò) mi venga comodo recuperare questo filmato, che userò come guida per fare 'sta benedetta speed-run in meno di 4 minuti su Refunct.

Refunct è uno di quei giochi per cui benediciamo e rendiamo grazie alla (controversa) iniziativa ID@xbox, dedicata agli sviluppatori indie. E' vero che molto, troppo spesso dietro questa sigla si celano giochini con pochissime pretese, che avrebbero un posto decisamente più adatto a loro nel mondo del mobile gaming (e/o anche nel gaming casalingo, ma... di 20 anni fa!), ma in alcuni rari casi attraverso questo programma ci arrivano giochi che meritano di essere giocati e che hanno caratteristiche tali da rendere evidente a tutti il perché sia utopistico pensare di vederli sul mercato marchiati EA, o Ubisoft, o Activision.
Nel caso di specie, il gioco è un platformer il cui scopo è correre e saltare (e nuotare!) seguendo un percorso determinato da una sequenza di waypoint, fino ad arrivare al waypoint conclusivo, al traguardo. C'è solo UN livello, e volendo questo livello lo si completa in meno di quattro minuti - c'è appunto un obiettivo riferito precisamente a questo.
Fine,
The End.
Non c'è multiplayer, non c'è livellamento xp, non ci sono abilità sbloccabili o altro.
Siete solo voi, in questo modo essenziale ma assai evocativo, e lo scopo è unico e molto semplice. I modi per affrontarlo cambiano, si può andare di fretta, si possono sperimentare tecniche alternative, si può fare il giro largo finendo per toccare ogni piattaforma (c'è un obiettivo per questo) o al contrario tirare dritto toccandone il meno possibile (e c'è un altro obiettivo, per questo).
Il tutto condito in una specie di salsa "new-age" minimalista e filosofeggiante: ad esempio, la mappa di gioco una volta completamente emersa assume dall'alto la forma di un cuore e anche gli obiettivi hanno nomi tipo "Do you do what you love?" oppure "What makes you smile?"... insomma per certi versi è come se nella testa dell'autore (che immagino giovanissimo, e non ho preso informazioni) ci fosse quasi l'intenzione di fondere insieme uno yoga-for-dummies e il parkour.

Questa non è ovviamente una recensione, ma comunque mi sento di raccomandare questo gioco a tutti (ancor di più se lo trovate a 1,50€ come successo a me!) a meno che proprio non siate allergici ai platformer in prima persona. Per intenderci, a me ha ricordato molto il DLC "The Lost Archive" di Assassin's Creed Revelations, odiatissimo da moltissimi e che invece io ho apprezzato assai.

Per tornare a Refunct, ci sto giocando parecchio di più rispetto alle poche ore teoricamente preventivate da TA... siamo al solito discorso, noto sempre un certo divario tra le ore stimate dalla community rispetto a quelle che servono a me, e per forza... considerate le "ripetizioni" che tipicamente mi servono per fare cose che magari ad altri riescono al primo colpo! :-(
Questi miei ripetuti sforzi mi hanno portato ad un tempo abbastanza vicino all'obiettivo (mi pare 4.08, con almeno un paio di secondi regalati da un cavolata "emozionale" proprio all'ultimo salto) , ma è noto che il passo più difficile è sempre l'ultimo, quello dal "ci sono quasi" al "ce l'ho fatta", limare quei pochi secondi che però separano la banale prestazione senza infamia e senza lode, dalla performance davvero meritevole.
Per i prossimi tentativi ho scelto di fare riferimento a questo video, perché mi pare un percorso impeccabile ma allo stesso tempo "ragionevole": non mi frega di prendere a riferimento il record del mondo (2 minuti e 45,  mi pare!) e i suoi irripetibili funambolismi, qui ho un ottimo riferimento su cosa/come fare e allo stesso tempo la relativa tranquillità di sapere di avere un 35/40 secondi di margine per eventuali e probabilissime mie cavolate.
A vederlo sembra (ovviamente) tutto facile... in realtà già solo fare il primissimo salto, evitando così l'ascesa lungo la scalinata, è tutt'altro che banale, ma questo va bene, fa parte della fisiologica frustrazione che prelude, si spera, ad una altrettanto grande soddisfazione finale. L'importante è avere una guida affidabile che mi faccia vedere dove e perché sbaglio.

Certo che la vita ai tempi pre-youtube, o anche solo ai tempi pre-streaming di massa, lo sappiamo era davvero molto più dura! ;-) 

11/07/17

Compatitemi (Halo adesso o mai più)


La notizia della disponibilità aggratis di tutti i DLC dei vari giochi Xbox360 della serie Halo , una volta che saranno tutti inseriti nel programma di retrompatibilità su Xbox One, mi impone di rinnovare i miei buoni propositi di dare finalmente a questa saga l'attenzione che merita.

Per un xboxaro D.O.C. come mi vanto di essere,  mi pare senz'altro una colpa grave aver trascurato questa serie, ma giuro, ci dev'essere una specie di "maledizione"... non lo faccio apposta!

Peraltro, il primo Halo sulla prima Xbox ha rappresentato la primissim-issima volta del vostro sottoscritto scrivente alle prese con un videogioco da console e con un joypad in mano (a casa dell'amico mattuz ), per cui avrei anche un motivo in più per esserci affezionato.

E invece.
- I primi Halo persi per ragioni "cronologiche" e mai recuperati.
- Comprato Halo CE ma non avendo nessuno per fare la coop ho perso motivazione: ci ho giocato abbastanza e mi sono anche messo a fare seriamente obiettivi non legati alla storia, ma per dire... nemmeno sono arrivato alla fine :-O
- Halo Wars comprato, devo dire a poco prezzo se non ricordo male, mai toccato.
- Halo 4 comprato sull'onda dell'hype, lasciato a lungo ad ammuffire: entro un bel giorno in una partita invitato da un party di "amici" (metto le virgolette perché dovrebbero sentirsi in colpa per questo tiro mancino! ;-) ) , giusto il tempo di fare due capitoli, sbloccare due obiettivi e poi.. lasciato.
- Halo Reach comprato e giuro che non ricordo nemmeno come quando e perché (forse per l'idea di riprenderli in ordine "cronologico"?) incredibilmente giocato e com-ple-ta-to. Gesusssanto quante madonne per finirlo ad Eroico, però davvero molto bello. Mancano i DLC, e questa potrebbe essere una ghiottissima opportunità per chiudere la partita.
- Annunciano la MasterChief Collection proprio poco dopo finito Reach,  e mi dico... "ma è perfetto! Ho fatto Reach, e adesso posso proseguire nella saga in versione rimasterizzata, cosa c'è di meglio!?!". Così lo compro. Poi guardo gli obiettivi, mi spavento (razza di fesso) e lascio perdere e la "Master Scef" come ormai ho preso a chiamarla è rimasta sullo scaffale; per giunta, naturalmente adesso non mi ricordo più quasi un fico secco di com'è che era andata in Reach (anche se quel finale non si può dimenticare!)
- Halo 5. Vedo StillMiralo89 e Poia che lo comprano e ci giocano, apprendo che c'è la coop a tre e parte l'embolo! Comprato al volo su Amazon con tanto di guida strategica ufficiale! E' nel cellofan.


Ma le cose cambieranno. Aah, se cambieranno! ;-)


06/07/17

Personalizziamoci !


Non ho nessuna difficoltà a confessare di essermi completamente invaghito di questa faccenda dei controller personalizzabili e componibili!
Prima di tutto, la trovo molto divertente (diciamo pure: una droga) a livello anche soltanto "teorico" e creativo. Ci passerei le ore a provare le varie alternative e i diversi abbinamenti, vedere come rendono, provare qualche cambiamento... e avrei di che sbizzarrirmi, dato che pare ci siano svariate milionate di combinazioni possibili...
Il divertimento dipende anche da un "configuratore" web ben fatto, intuitivo e di notevole impatto: il modello 3D ruotabile in tempo reale è affascinante, come pure le foto dei dettagli quando si va in modalità visualizzazione, quindi complimenti a chi ha progettato e implementato lo strumento!



Quella sopra sarebbe la mia ipotetica famigliola di controller, quelli che ordinerei se avessi, a occhio, un 500€ "da buttare via" (e ancor prima: se fosse già possibile ordinare questi oggettini dall'Italia, cosa che avverrà a breve, si spera), ma comunque ne vedo tantissimi in giro che mi piacciono e sono certo che se mi mettessi adesso a giocare altri dieci minuti con il configuratore, me ne uscirei con un nuovo "controller preferito": la verità è che ti succede come quando vedi le torte in pasticceria... sembrano tutte belle & buone e ne vorresti sempre di più di quanto il portafoglio e la salute (fisica e mentale) ti consentano.

Insomma, non mi ci mettete con 'ste robe, che non se ne esce più! Perché non farsene uno in stile Los Angeles Lakers, tutto giallo con sticks e bordini viola? Oppure ho visto in giro foto di controller "minimalisti", tutti neri con soltanto la crocetta gialla metallizzata (simil-oro, quindi) che mi paiono molto belli.
Dai dai su, non si resiste. E oltre all'aspetto creativo, credo intervenga il fatto che, per noi sedicenti "hardcore gamers", tutto ciò che contribuisce a distinguerci dalla massa indistinta dei casual gamers sia sempre visto con molto interesse. Certo, sono meccanismi in parte irrazionali, magari addirittura in parte inconsci, però come negare che sarebbe/farebbe figo avere il "nostro" controller con il nostro design preferito e la nostra gamertag (o motto! sempre che ne abbiate pronto uno ganzissimo, di massimo 16 caratteri!) incisa sopra ..? Questo si, che sarebbe "fare sul serio" ! :-D

Vista con gli occhi di Microsoft, questa iniziativa mostra che davvero ci sono molte opportunità di business percorribili, avendoci l'inventiva e l'intraprendenza di battere strade diverse da quelle più ovvie. Ora, non so dire quanti siano disposti a cacciare 100€ e rotti per un controller colorato come vogliono, ma sono certo che saranno abbastanza da non fare andare in perdita questa iniziativa, per non parlare anche dei ritorni indiretti in termini di "immagine" e  fidelizzazione del cliente, per la serie: vedi come Microsoft si sbatte per arricchire al massimo la nostra esperienza di xboxari e farci sentire parte di una "cultura" ?
D'altro canto, viene da pensare che davvero ogni occasione per mungere la vacca è buona.
Forse si potrebbe obiettare che questi servizi potrebbero essere concessi a prezzi un po' inferiori, magari anche come opportunità-premio per i clienti più fedeli, ad esempio "hai comprato 15 giochi dallo Store nell'ultimo anno? bene, ti diamo la possibilità di ordinare un controller personalizzato allo stesso prezzo di quello normale".

Detto questo... non pensate anche voi che tutto azzurro chiaro con frontale e grilletti blu scuro sarebbe fighissimo? :-D





30/06/17

Bean Dive 2017


Tutto inizia semplicemente perché ogni tanto non puoi non fare un giro su Amazon per guardarti un po' di offerte, ti casca l'occhio su un pregiato DeusEx venduto a poco e in men che non si dica finisci con un ordine da 40€ più o meno privo di senso. Privo di senso intanto perché comprare "scatolato" oramai è sempre meno giustificabile, specie se si è come me e non si rivende mai nulla. E ditemi voi che senso può avere a 'sto punto comprare giochi per la 360! Che poi ho pure scoperto dopo che Screamride ce l'avrei avuto nel Xbox Pass per la One. E a proposito di One... perché, perché, perché!?!!? ho speso 16 euro per un gioco sul Tour de France vecchio di un anno (c'è quello nuovo in giro), dalle recensioni non esaltanti e dagli obiettivi non certo super-abbordabili?
E pure DeusEx, bello sicuramente ma con quegli obiettivi da incubo... almeno mi fossi messo a giocare il primo, avendolo a suo tempo acquistato, come giustamente mi ha consigliato KreviDvd1 !

Insomma, una pura e semplice "crisi di embolite", dettata dal solito fatto di vedere il super-sconto che ti illude di essere di fronte a un'occasione più unica che rara, da cogliere al volo. :-/

E allora, per dare una parvenza di senso a questa massa di acquisti impulsivi e scriteriati, ho deciso di approfittare dell'imminente "Bean Dive" di quest'anno.

Non sapete cos'è il Bean Dive ? Rimediate!

Per cui domani inizierò tutti questi giochi, più un paio di giochi comprati in digitale (F1 2016 e Hitman) e vedrò così la mia percentuale di completamento crollare... e poi da lì sarà un piacere (!?!?) e una soddisfazione (vabbeh...) assistere alla sua risalita.
Per come sono messo, la cosa ha davvero pochissimo rilievo. Capisco che per chi stia sopra il 90% ci possa essere il fascino della sfida, che si inneschi quel meccanismo un po' perverso di gettare alle ortiche il livello faticosamente raggiunto, per poi riconquistarselo (ci vedo delle somiglianze con il meccanismo dei "prestigi" e del relativo reset al livello iniziale, per capirci).
Ma è talmente bassa la mia percentuale di completamento (manco la so.. mi pare stia intorno al 75%) e tutto sommato è anche basso il numero di giochi che "butto dentro" che alla fine non mi aspetto sconvolgimenti particolari.
Però mi fa piacere partecipare a quante più iniziative possibili tra quelle proposte dalla comunità di TrueAchievements e tutto sommato così riesco a dare un mi-ni-mo di logica a questo acquisto scriteriato: considerate quindi ufficialmente immortalato in questa foto il mio Bean Dive di quest'anno, e che le divinità del gaming me la mandino buona! Vi terrò aggiornati.